Se in Thailandia per il cibo raramente abbiamo contrattato sul prezzo, per i souvenir è una pratica così diffusa da lasciare i venditori stupiti se nemmeno ci provi. Loro propongono una cifra, tu magari rilanci alla metà e ci si accorda ai due terzi. Può anche andarti meglio e tirare giù ad un prezzo più basso, ma sui due terzi ho sempre visto tutti contenti quindi ve lo consiglio, visto quanto poco costino le cose in Thailandia se si converte il prezzo in euro.
Noi non amiamo spendere in oggettini e souvenir, ma qualcuno di rito lo si deve pur sempre prendere, come le calamite per la zia, le cartoline per gli amici di famiglia oltreoceano e un pensierino per la portinaia che ogni estate ci bagna le piante in casa (grazie Rosa!). Consiglio spassionato: non cercate di ridurvi all’ultimo e prendere le cartoline in aeroporto perché rimarrete delusi, optate piuttosto per qualche ricordino nei posti più iconici e turistici, come ad esempio il floating market, che pullula di bancarelle.
I nostri souvernir migliori, comunque, li abbiamo trovati finanziando l’artigianato locale della zona di Chiang Mai: sia proprio dentro la città durante il Sunday Market, sia nel corso delle nostre visite alle tribù locali, che grazie ai loro manufatti sostengono i costi della vita, dell’istruzione dei figli e della sanità.
E se, anzichè il classico ricordino di viaggio, volete portare alle vostre famiglie qualcosa di utile, dirigetevi nel primo 7-Eleven che vedete e fate scorta di tutti i prodotti per la pelle e per i capelli che trovate, non lascerete nessuno deluso perché in Asia hanno veramente un livello superiore rispetto a quello che noi troviamo in Europa!
Viaggiate sempre con curiosità.
– Marti & Fede


